
“Quaresima: la strada maestra”
Carissimi fedeli,
con il tempo forte della Quaresima la Chiesa ci consegna, ancora una volta, una strada maestra. È una strada esigente, sobria, apparentemente povera, ma capace di rigenerare la vita.
La Quaresima è tempo di verità, non semplicemente di rinunce. È il tempo favorevole in cui Dio ci invita a rientrare in noi stessi, a deporre le maschere, a lasciarci raggiungere dalla sua misericordia.
Un tempo per l’unità e la riconciliazione
La Quaresima è tempo opportuno per cercare l’unità, per riconciliarci, per liberarci dalla presunzione che porta a giudicare senza amare o a credere di difendere la Chiesa mentre la si ferisce con livore, isolamento o sottraendosi alla comunione.
Non c’è pace senza unità.
Per questo siamo chiamati a cambiare, a partire dal cuore. È un impegno personale, ma anche comunitario. Le nostre comunità devono essere liberate da ciò che indebolisce la comunione: pregiudizi, divisioni, letture mondane e malevole della Chiesa, categorie politiche o logiche da pettegolezzo che non le appartengono.
Le tre vie della Quaresima
Con sapienza materna, la Chiesa ci propone fin dal primo giorno di Quaresima tre vie concrete:
- l’elemosina
- il digiuno
- la preghiera
Non sono pratiche esteriori, ma atteggiamenti interiori. Non sono esercizi per pochi, ma un cammino possibile per tutti.
La strada dell’elemosina
L’elemosina chiede anzitutto una conversione del cuore. Significa abbassare gli scudi che spesso innalziamo per difenderci: paure, sospetti, indifferenza.
Poco alla volta il cuore perde la sua durezza e diventa un cuore capace di commuoversi, di soffrire con chi soffre, di lasciarsi toccare dal grido silenzioso dei poveri.
Quando il cuore si apre, nascono gesti concreti di aiuto e condivisione verso chi fatica a “tirare avanti”. L’elemosina quaresimale non è un gesto sporadico, ma uno stile di vita che educa alla gratuità e ci rende partecipi della compassione di Dio.
La strada del digiuno
Il digiuno coinvolge il corpo, ma non si ferma ad esso. Il corpo non è un ostacolo alla vita spirituale: è il luogo in cui impariamo l’essenzialità, l’obbedienza, l’attesa. È tempio vivo dello Spirito.
Il digiuno cristiano non ha nulla a che fare con il culto dell’immagine o l’ossessione per la forma fisica. Il suo scopo è più profondo: farci sperimentare un po’ di fame per risvegliare in noi la fame di ciò che conta davvero.
Liberandoci da consumi inutili, sprechi e abusi, impariamo a riconoscere ciò che prima restava soffocato. Il digiuno ci educa alla sobrietà, ci rende più liberi e più solidali. Ci ricorda che non di solo pane vive l’uomo, ma anche di senso, di verità, di Parola di Dio.
La strada della preghiera
La preghiera è il cuore del cammino quaresimale.
È tempo donato a Dio, perché la relazione con Lui non si inaridisca.
È tempo di attesa, perché Dio si rende presente quando e come vuole.
È tempo di silenzio, perché solo nel silenzio matura un ascolto autentico.
È tempo di ascolto, primo movimento della fede: accogliere una Parola antica e sempre nuova.
Questa Parola chiede cambiamento del cuore, fiducia, disponibilità a rimettere la propria vita nelle mani di Dio. Chiede il coraggio di vivere fino in fondo l’avventura della fede.
Un dono da non sprecare
La Quaresima è un dono grande. Non lasciamolo scorrere distrattamente.
In un tempo segnato da stanchezza spirituale, indifferenza religiosa e smarrimento, il Signore ci offre ancora l’occasione di tornare all’essenziale.
Camminiamo insieme, come Chiesa, su queste tre strade antiche e sempre nuove. Lasciamoci riconciliare con Dio e tra di noi.
Prepariamo il cuore a celebrare la Pasqua non come una tradizione da ripetere, ma come un evento che rinnova la vita.
Vi accompagno con la mia preghiera e vi affido alla misericordia del Padre e alla tenerezza di Maria, Madre del popolo e rifugio dei peccatori.
Con affetto, auguro a tutti un buon cammino di Quaresima.
L’Arciprete Parroco
Sac. Mario Alfonso Campisi
Altofonte 18 febbraio 2026